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TIPS
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| CICLISMO : IL RAPPORTO e la PEDALATA |
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Per rapporto si intende il rapporto fra il numero dei denti della moltiplica e quelli dei pignoni liberi inserito sulla ruota posteriore e collegato alla molteplice tramite la catena. Viene espresso come una frazione, piuttosto che come un numero intero.
Al rapporto corrisponde la distanza che si percorre con un giro completo di pedale, detta anche sviluppo.
Un rapporto "lungo" è un rapporto che ha uno sviluppo elevato: con ciascuna pedalata si percorre una grande distanza, ma è anche necessaria una maggior forza di gambe. Pedalando con una bassa frequenza e "di forza", le contrazioni muscolari durano più a lungo e si accumula più acido lattico.
Rispetto ad un'andatura "agile", ovvero con un rapporto "corto" e una maggior frequenza, i battiti cardiaci sono più ridotti.
La pedalata si articola in 4 fasi :
1. La spinta: la prima fase è la spinta del pedale verso la parte anteriore per mezzo di un'estensione della gamba (azione del quadricipite) ed un'estensione del piede (azione del polpaccio);
2. La pressione: la pressione sul pedale verso il basso, settore di potenza massima, costituisce la seconda fase. Si osserva allora un'estensione della coscia (azione dei glutei), un'estensione della gamba (azione del quadricipite), del piede (azione del polpaccio);
3. Il punto critico: questa terza fase corrisponde al punto morto fisiologico basso, chiamato anche settore critico inferiore. Si osserva allora una repulsione del piede verso la parte posteriore, che attua un'estensione della coscia (azione del gluteo), una flessione della gamba ed un'estensione del piede (azione del polpaccio).
4. La risalita: ultima fase, ai tempo dei pedali tradizionali, un settore dal debole rendimento. I pedali automatici, rendendo meglio fissato il piede ed il pedale, hanno permesso di fare rendere questo settore. Assistiamo allora ad una flessione pronunciata della coscia, ad una flessione della gamba sulla coscia e una flessione del piede.
In mancanza del contapedalate, si può calcolare il ritmo a partire dalla velocità percorsa e dal rapporto utilizzato, ma in linea di massima è molto più pratico contare i giri per 20 secondi e moltiplcare poi per 3.
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Inviato @ 05/03/2010 14.35.08 da |
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| FARE UNA BUONA TRANSIZIONE... |
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Le transizioni costituiscono la specificità del triathlon, essendo l’elemento di continuità tra le tre discipline (nuoto, bicicletta e corsa).
L’arrivo in Zona Cambio ( ZC) comporta da parte dell’atleta l’esecuzione di una serie d’operazioni che mettono in risalto importanti capacità tecniche e coordinative; occorre sapere in ogni istante quali sono i gesti da compiere e la loro esatta successione
Per poter fare una buona transazione bisogna :
1. saper assumere velocemente la stazione eretta al termine della frazione di nuoto;
2. saper correre scalzi in presenza di acqua bassa, sabbia, in salita, su gradini ed in qualsiasi condizione difficoltosa che può caratterizzare il percorso che dall’uscita dall’acqua conduce alla ZC;
3. saper raggiungere rapidamente la propria postazione all’interno della ZC ed eseguire molto velocemente e con precisione tutte le operazioni di cambio (occhialini, cuffia, muta, casco ecc..);
4. saper condurre la bicicletta correndo fino a raggiungere l’uscita della ZC, scegliendo le traiettorie opportune ed evitando scontri o rallentamenti causati dagli avversari;
4. salire sulla bicicletta in movimento, posare i piedi sulle scarpe già agganciate ai pedali in modo funzionale alla pedalata, calzarle senza perdere troppa velocità, mantenendo la giusta direzione;
5. acquisire la capacità di pedalare ad altissima intensità già dai primi metri della frazione (impostare i rapporti giusti in ZC);
6. saper scendere dalla bicicletta in movimento dopo aver tolto le scarpe senza perdere il ritmo e l'equilibrio, raggiungere la propria postazione correndo e conducendo il mezzo; togliere il casco e calzare le scarpe.
Dal punto di vista didattico, le abilità di transizione vengono proposte fin dalle prime sedute ed esercitate per tutto l’arco della carriera sportiva al fine di automatizzarle.
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Inviato @ 20/06/2008 14.56.19 da triathlon@napolirun.it |
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| IL DIARIO DI ALLENAMENTO |
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Il diario di allenamento è un valido alleato per migliorare l'efficacia degli allenamenti e le prestazioni di un atleta.
Le informazioni in esso contenute permettono di studiare tutte le variaizoni psico-fisiche che avvengono nei vari cicli di allenamento.
Tante più informazioni si annotano e tanto maggiori saranno le possibilità di analisi e di interpretazione. I dati riportati possono essere divisi in generali e specifici.
I primi devono essere sempre presenti, indipendentemente dalle finalità dell'allenamento, mentre i secondi vanno riportati in relazione agli obiettivi. Molto importanti sono i commenti alla singola sessione.
Inizialmente la stesura delle annotazioni può risultare noiosa, ma aumenta la consapevolezza nei propri mezzi, l'impegno profuso e le motivazioni. Il diario può diventare uno stimolo per cercare di superare i propri limiti, confrontando i dati nei vari periodi.
L'analisi finale dell'allenamento è la parte più importante del diario, in questo modo si possono identificare le strategie che danno i migliori risultati. Si possono, inoltre, scoprire le altre variabili in grado di influenzare in misura significativa i propri risultati (alimentazione, integrazione, stress, stile e abitudini di vita, aspetti psicologici ecc.).
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Inviato @ 06/05/2008 15.11.54 da triathlon@napolirun.it |
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| CORRERE SULLA SABBIA... |
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Correre sulla sabbia permette di sviluppare la forza muscolare delle gambe ed anche allenare le caviglie a controllare meglio l’appoggio dei piedi. Si deve, però, fare attenzione, troppa corsa sulla sabbia provoca carichi eccessivi sui legamenti e sui tendini. Nella corsa sulla sabbia si perde la parte elastica delle spinte che si deve compensare applicando maggior forza e questo aspetto può sollecitare oltre modo i tendini e i legamenti, specialmente nella zona del ginocchio. La sabbia è una superficie instabile, nella fase d’appoggio si hanno carichi anomali delle articolazioni e c'è un impegno notevole per il tricipite surale (la parte inferiore della muscolatura della gamba) che, se già affaticato, anziché rigenerarsi, può andare incontro a contratture o, peggio, a elongazioni, distrazioni o strappi.
Il ritmo di corsa è troppo blando e non vengono stimolati molti meccanismi tipici di ritmi superiori. Per quanto è possibile bisogna evitare di correre, sia dove la sabbia è molto soffice (ma qualche chilometro bisogna comunque percorrerlo), sia dove l'inclinazione è accentuata (in riva al mare, sul bagnasciuga) sempre per nonn avere squilibri nella fase di carico.
Per evitare di scadere nell'efficienza di corsa, a causa dell'appesantimento muscolare e per l'alterazione dell'azione di corsa che si verifica quando si corre con un sovraccarico come lo zaino, è preferibile terminare le sedute di allenamento con qualche agile allungo; inoltre, bisogna fare regolarmente stretching sia per le gambe (specialmente per le cosce) sia per la zona lombare della schiena.
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Inviato @ 23/04/2008 9.40.05 da triathlon@napolirun.it |
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| LA MUSICA IN ALLENAMENTO... |
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Molti studi hanno dimostrato che esiste una relazione tra la musica e le prestazioni.
I suoni, le melodie riducono la percezione dello sforzo perchè facilitano il rilassamento e richiedono un consumo minore di calorie. |
Il sistema celebrale ha la particolarità di sincronizzarsi sugli stimoli che riceve (cortical evoked response). Sembra che ascoltando la musica, il cervello attivi aree associate al movimento, liberando "dopamina", il neurotrasmettitore legato all'appagamento.
In risposta ad uno stimolo ritmico, il sistema celebrale produce onde ritmiche simili (Frequency Following Response - FFR). Determinati stati mentali: reattività, rilassamento, motivazione, corrispondono ad attività celebrali ben precise. Particolari ritmi sono caratteristici di stati psicologici. Beta:attenzione, Theta:introspezione, Alfa:rilassamento 'attivo'.
La musica aiuta a ricordare momenti belli ed ha un'influenza diretta sul nostro stato mentale; scegliendo i ritmi giusti, possiamo essere più concentrati o rilassati, motivati o distaccati. E', quindi, un mezzo esterno che aiuta a migliorare le performance. Facile, economico, poco rischioso ma, pur sempre un mezzo esterno.
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Inviato @ 27/03/2008 11.47.06 da triathlon@napolirun.it |
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Staff tecnico sezione Podismo
Mario Scarola
Giuseppe Monetti
Mazio Corrado
Ciro Acri
Staff tecnico sezione Triathlon
Giuseppe Monetti
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